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Trekking del Sellaronda
Dolomiti Gruppo del Sella
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Breve Descrizione
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Un trekking di quattro giorni che si svolge ad anello con partenza ed arrivo dal paese di
Corvara. Il percorso si svolge
nell'inconfondibile gruppo del Sella, nelle
Dolomiti,caratterizzato dal grande
terrazzo detritico contornante le cime e si trova
all'origine delle valli Ladine
di Fassa, Gardena, Badia e Livinallongo. Sul Piz Boè si incontrano i confini delle province di Trento, Bolzano e Belluno.
Il secondo giorno si salgono le tre cime del gruppo superiori ai 3000 m.: Piz Lech
Dlacè, Cresta Strenta e Piz Boè. Poi ci sono altre vette di poco inferiori
ai 3000, ( per i "collezionisti").
Il percorso presenta tratti attrezzati con cavo metallico e necessita del "set
da ferrata".
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Note Tecniche
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| Località di partenza: |
Corvara 1550 m. |
| Dislivello: |
1750 m. c. 1° giorno:350 m.; 2°
giorno: 900 m.; 3° giorno 500 m.; 4 giorno: 0 m. |
| Difficoltà: |
EEA. |
| Percorrenza: |
16 h e 40 min. |
| Periodo Consigliato: |
Settembre. |
| Ultima salita: |
2/5 settembre 2005 |
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Accesso
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Da Genova in autostrada fino Bolzano Nord. Usciti
dall'autostrada si prende a sinistra la SS 12 fino a
Ponte Gardena dove si prende a destra la SS
242 della Val Gardena, superando Ortisei, Selva e il Passo Gardena
fino a giungere a Corvara. |
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Itinerario 1° giorno:
Corvara m. 1550- Staz. sup. funivia Boè m. 2198 (sent. 638) -
Rifugio Franz Kostner m. 2541 (1h e 10') Dislivello 350 m.
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Da Corvara (m.1550), dopo una sosta per mangiare,
alle ore 14 riapre la
funivia del Boè, che in 15' ci porta a quota 2195 m. Qui
ci carichiamo gli zaini
spalla e prendiamo il sentiero n° 638 che all'inizio
segue il tracciato della
seggiovia lungo la pista da sci "nera" del
Vallon, poi lo stesso prende più a
sinistra in direzione del risalto dove sorge il rifugio.
FOTO
(m.2541). dislivello
350 m.- 1 ora e 10' - Difficoltà E.
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Itinerario 2° giorno:
Rifugio Franz Kostner m. 2541 - (sent. 672) Piz Da Lech Dlacè m. 3009 -
Cresta Strenta m. 3124 - Piz Boè m. 3152 - P. De Larsei m. 2952 - P.
De Soel m. 2948 - Sass De Forca m. 2923 - Forcella Pordoi m. 2829 -
Sass Pordoi m. 2950 - Forcella Pordoi m. 2829 - (sent. 627) -
Rifugio Boè m. 2871 (5 h 30') Dislivello 900 m.
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Seguiamo per un brevissimo tratto il sent. 638, fino al
bivio dove è posta la tabella che indica.
FOTO Qui seguendo le indicazioni
prendiamo il sent. 672 salendo verso destra in un ghiaione.
Questo sentiero in parte attrezzato, è denominato "Lichtensteinerweg" perchè fu
tracciato dal Club Alpino Austro-Germanico e precisamente dalla sezione
Lichtenstein, prima della Guerra 1915/18. E', senza ombra di dubbio, il più bel
sentiero del gruppo del Sella: attraversa una zona selvaggia che ha mantenuto
ancora la sua primitiva bellezza.
Il sentiero nel ghiaione si addentra in un largo canalone fin sotto delle facili
rocce che, per gradoni attrezzati, risaliamo fino ad una stretta cengia uscendo
dalla gola rocciosa.
Si prosegue verso SO in piano e poi in salita con altri tratti attrezzati fino a
raggiungere il Piz da Lech Dlacè m. 3009 e da qui, per tracce di sentiero, la
Cresta Strenta m. 3124. Più avanti dopo aver incontrato il sent. 638 che sale
dal Rif. Boè raggiungiamo la cima del Piz Boè m.3152.( 2 h 50' - dislivello 700
m. c. difficoltà EEA.)
Chi non è mai salito su questa vetta, si stupirà, dopo ore di cammino selvaggio,
di incontrare nugoli di turisti sdraiati seminudi, se il tempo lo consente, a
prendere il sole, dopo essere saliti comodamente in vetta dal Sass Pordoi
raggiunto in funivia. Completano il quadretto, un Rifugio (la Capanna Fassa),
assai dubbia la sua utilità, ripetitori vari ecc.
Una pausa per mangiare qualcosa e si scende dal versante opposto verso il Sass
Pordoi con il sentiero 638 che ci porta, alla Forcella Pordoi m. 2829 (con
rifugio omonimo). Noi seguiamo il filo di cresta per salire le tre cime che ci
separano dalla Forcella Pordoi. Da qui in pochi minuti saliamo sulla vetta
deturpata dalla Stazione della funivia del Sass Pordoi (m. 2950). (1 h e 20' -
dislivello 350 m. in discesa e 150 in salita - difficoltà E.)
Torniamo sui nostri passi fino alla Forcella e oltre fino alla deviazione con il
sent. 627 che ci porta lungo l'Alta Via delle Dolomiti n°2, costeggiando le
pendici del Piz Boè, al Rifugio Boè m. 2871
FOTO ( 1 h 20' - dislivello 50 m. -
difficoltà E. )
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Itinerario 3° giorno:
Rifugio
Boè m. 2871 - (sent. 647) L'Antersas m. 2907 - (sent. 649) Sela
Pisciadù m. 2908 - Forc. Dai Ciamorces m. 2923 - Piz Selva m. 2941 -
Piz Revis m. 2940 - Piz Gralba m. 2972 - Piz Saliera m. 2958 - Piz
Miara m. 2964 - Piz Beguz m. 2972 - Piz Rotic m. 2974 - Sas Dai
Ciamorces (le Mesules) m. 2999 - Sela Pisciadù m. 2908 - (sent. 666)
Val de Tita - Cima Pisciadù m. 2985 - Val de Tita - Rifugio F.
Cavazza al Pisciadù m. 2585. (7 h) Dislivello 500 m.
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Ci dirigiamo con il sentiero 647 in direzione N
seguendo sempre l'AVD2 che ci porta in vetta all'Antersas m. 2907. Proseguiamo
passando sotto la vicinisima Torre Berger e il Sas de Mezdì con magnifici scorci
sulla Val di Mezdì, (percorreremo domani, in discesa,il tratto inferiore di
questa bellissima valle).
Continuiamo, dopo aver ignorato la deviazione a sin. del sentiero 647, sul
sentiero n°649. Altro bivio dopo poco e prendiamo a sinistra, lasciando il sent.
666 proveniente dal Passo Gardena attraverso la Val Setus.
Continuiamo sul sentiero 649 verso l'Altipiano delle Mesules arrivando alla Sela
Pisciadù m. 2908. ( Da qui si può scendere velocemente in meno di un'ora al
Rifugio Cavazza Con il sent. 676). Preseguiamo sul sentiero a mezzacosta fino ad
arrivare alla Forcella dai Ciamorces m. 2923. Continuando a mezzacosta ignoriamo
la traccia che sale per cresta a destra, ( che faremo al ritorno), continuando
così fino alla vetta del Piz Selva m. 2941. Ritorniamo indietro seguendo ora il
segnavia sulla cresta toccando le cime:
Piz Revis m. 2940 - Piz Gralba m. 2972 - Piz Saliera m. 2958 - Piz Miara m. 2964
- Piz Beguz m. 2972 - Piz Rotic m. 2974 - Sas Dai Ciamorces (le Mesules) m.
2999. Da quest'ultima vetta ritorniamo indietro fino alla Forcella dei Ciamorces
e alla Sela Pisciadù. Sempre seguendo a ritroso il sent. 649, arriviamo al bivio
con il sent. 666 (che ora prendiamo), che con una bella salita ripida ci porta
ai quasi 3000 m. di un colletto per ridiscendere nella Val de Tita
dove arriviamo al colletto dove parte il sentiero per la cima Pisciadù m. 2985.
(qui in poco tempo si può salire e scendere dalla vetta per sentiero esposto e
facile arrampicata I°). FOTO Continuiamo sempre sul sent. 666 di prima in direzione N
scendendo per gradoni attrezzati nella Val de Tita, costeggiando le pendici
occidentali della cima Pisciadù. Ora in vista del rifugio
FOTO per ghiaioni
costeggiamo il laghetto omonimo e in breve arriviamo al rifugio.
(7 ore - dislivello
500 m. in salita e 1000 m. in discesa - difficoltà EEA).
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Itinerario 4° giorno:
Rifugio F.
Cavazza al Pisciadù
m. 2585 - Val di Mesdì - Corvara m. 1550.
(3 h). Dislivello 0 m. -1000 in discesa
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Dal rifugio seguiamo il sentiero
n° 676 che dal pianoro del Pisciadù scende in direzione SE verso la Val di Mezdì.
Scendiamo incontrando tratti attrezzati (per ultimo una paretina)
FOTO fino ad
incontrare, sotto il Dent de Mezdì, il sentiero n° 651 che da Colfosco risale la
val di Mezdì. Lo seguiamo in discesa in questa meravigliosa valle evitando i due
successivi bivi che portano verso il Passo Gardena e ci inoltriamo seguendo le
cascate del Pisciadù (attenzione al ripido e franosissimo sentiero in discesa!)
fino al bivio a destra che ci porta lungo una carrabile sterrata che d'inverno
si trasforma in pista da fondo, seguendo il tracciato della seggiovia Borest a
Corvara dove termina la nostra avventura.(3 h - dislivello 1000 m. c. in discesa
- difficoltà EEA)
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