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ICELAND 2006: Diario di viaggio
28 Marzo 2006
Sant' Olcese - Reykjavik Partiti da casa alle h1,45, piccolo disguido degli altri che ci raggiungono alle
2,50 a Busalla. Partenza! Come al solito si ci sbaglia a Milano nella tangenziale. Dopo aver
vagato per i navigli riusciamo ad imboccare la strada giusta. Arriviamo ad Orio al Serio alle 5 circa, nessun problema con il peso del
bagaglio! La compagnia con cui facciamo la prima tratta è la Ryanair al prezzo
di €59 a/r. Dopo colazione ci imbarchiamo con un nugolo di tifosi juventini che
seguono la squadra a Londra. Decollo alle ore 6.35, arrivo a Londra Steansted
alle 7.20 con mezzora di anticipo! Recuperiamo i bagagli e andiamo a chiedere
informazioni per il Bus -Navetta che ci deve portare all'aeroporto di
Londra-Heathrow. Paghiamo 27 sterline il biglietto a/r e arriviamo all'aeroporto
in tempo per pranzare con una "colazione standard" che comprende ogni ben di
dio. L'aereo che ci porterà in Islanda è della Icelandair che ha il monopolio e costa
466,72€ a/r. Partenza alle 13.10 e arrivo a Keflavik alle 15,15 ora locale
(siamo in anticipo di 2 ore rispetto a l'Italia). Preso a noleggio le auto alla Hertz ( due Toyota Landcruise GX a € 1196 l'una!)
arriviamo all'Ostello di Reykjavik alle 17,30 circa. Io e Gloria andiamo a fare
la spesa mentre gli altri cominciano a sistemarsi. Doccia e cena con le "buste"
di orecchiette con i broccoli che per via di uno sbaglio di dosi diventano "in
brodo". La fame comunque è tanta e ridendo si mangia tutto. Alle 21.30 tutti a dormire sconvolti dalla stanchezza
29 Marzo Reykjavik - Arnes Km 171 Partenza alle 9.30 per Pigvellir. Questa pittoresca vallata, immersa in un
ondulato paesaggio di colate laviche circa 23 km a est di Reykjavik, è
probabilmente il più importante sito storico della nazione, perché il Parlamento
islandese, chiamato Alping, si riunì qui per la prima volta nel 930 d.C. Come
per vari luoghi immortalati nelle saghe, Pingvellir non conserva molte tracce
del suo significativo passato, ma offre straordinari panorami. Il terreno è
solcato da crepacci rocciosi, ruscelli scorrono tra i corrugati campi di lava e
cascate si gettano a precipizio in spettacolari canyon. Vediamo la fossa tettonica e la Pingvallakirkia una delle prime chiese d'
Islanda. Ci fermiamo a mangiare da una stazione di servizio a Laugarvant dove facciamo
anche la spesa per la sera, lì troviamo anche un quotidiano dove si capisce che
nel Nord-Est dell'isola ci sono delle nevicate fuori dal comune! Ripartiamo alla volta di Geysir, visitiamo il campo geotermico con un vento
spaventoso! Infatti lo Strokkur che emette zampilli ogni 5 minuti non rende al
meglio proprio a causa del vento che ne abbatte subito il getto ma, nonostante
questo, è davvero uno spettacolo imponente. Facciamo un giro nel Bazar del luogo
dove approfitto per comperarmi un libro sulla cultura vichinga stranamente
tradotto in italiano! Ci si dirige verso le cascate di Gulfoss. Lo spettacolo è incredibile: Cascate
alte 32 metri con una portata eccezionale , che si tuffano in una fenditura simile a
un gran canyon: le gole di Gullfoss, che si estendono per 2,5 km. La
particolarità è che adesso sono in parte ghiacciate e questo rende ancora più
incantevole il paesaggio. Arriviamo all'ostello di Arnes alle 17.30 e scopriamo con piacere che siamo i
soli abitanti di una bella casetta con camerette a due posti! Cena con buste di
pennette alla pescatora e un affettato orribile che sa di "caprone". Impareremo
a quel punto a comperare solo il salmone e cucinare quello!
30 Marzo Arnes - Hvoll Km 367 Partiti alle 9.15 attraversiamo i campi geotermici sotto il Vulcano Hekla
seguendo la strada 26 che porta a Hella. Da lì ritorniamo sulla 1 e arriviamo
sul mare. Oggi la giornata è bella e soleggiata. Ci fermiamo a fare gasolio e ci
accorgiamo che c'è una Webcam. Preso contatti con un amico in Italia ci
piazziamo lì davanti e aspettiamo fino a che non abbiamo conferma che la nostra
foto è sul sito. Nel frattempo il gestore incuriosito, dopo averci invitato ad
entrare a bere qualcosa di caldo, gentilmente ci stampa una foto della nostra
immagine e ce la dona. Ripartiamo alla ricerca di altre cascate, la prima che incontriamo è Seljandfoss
alta 40 metri e con i lati ghiacciati. La seconda si trova a Skogar ed è la
Skogafoss è molto bella anche questa e crea un incantevole arcobaleno ma, ci
accorgiamo che ormai è passato mezzogiorno da un pezzo e nel paese (quattro
case) non c'è nulla. Informandoci dall'unica persona in giro scopriamo che il
posto più vicino per pranzare è Vik, quindi si parte di gran carriera affamati e
arriviamo alle 14,15 in un bel locale in riva al mare. Dopo aver pranzato
ritorniamo leggermente indietro e andiamo a Dyrholaey un altopiano roccioso dove
nidificano gli uccelli, ma prima passiamo da una scogliera più in basso dalla
quale si vedono i faraglioni di Reynistrangur . Dalla cima del Dyrholaey (dove
c'è un faro) si vede un bellissimo arco di roccia ad Est e un'infinita spiaggia
di sabbia nera ad Ovest. Lo spettacolo è superbo! Andiamo poi a vedere le colonne basaltiche esagonali nella spiaggia di
Reynisfjara, poi con una lunga tirata arriviamo in mezzo al deserto nero ad
Hvoll, ostello incredibile in mezzo al nulla. Ovviamente anche qua si tratta di
una casetta dove stiamo da soli.
31 marzo Hvoll - Stodvarfiordur Km 380 Partenza alle 9. Alle 6,30 circa sono riuscita a fotografare l'alba di un giorno
splendido! Subito puntiamo verso il ghiacciaio nel Parco dello Skaftafell chiamato
Skaftafellsjokull. Lasciamo la macchina al parcheggio e in 20' raggiungiamo la
lingua del ghiacciaio che è in ritirata. Il vento, come il solito, è forte ma
non fa molto freddo: il sole scalda. Si riprende la strada e ci si ferma allo splendido Jokursarlon ('laguna del
fiume glaciale')Profonda 200 m, questa laguna è una tappa d'obbligo per chi è in
viaggio verso Hófnt. Provvista di un piccolo sbocco fluviale direttamente
nell'oceano, la laguna è popolata di iceberg staccatisi dal ghiacciaio
Breiùamerkurjókull e offre un tipico paesaggio artico. Pare che il
Breidamerkurjókull avanzi e si ritiri con una certa frequenza Se nel 1932 il
ghiacciaio arrivava fino all'attuale Ring Road, a partire dal 1990 si è ritirato
al ritmo di 100 m all'anno, a vantaggio della laguna che negli ultimi anni pare
aver raddoppiato le sue dimensioni. L'emozione toglie il fiato, le luci e i
colori sono incredibili. A malincuore ci allontaniamo alla volta di Hofn dove
mangiamo alla solita stazione di servizio e facciamo la spesa per la sera.
L'idea è quella di attraversare un passo nell'interno per evitare la tortuosa
strada dei fiordi e puntare ad Egilsstadhir per pernottare. Prendiamo così la
939 che sembrerebbe aperta anche se comincia a nevicare. Dopo circa un quarto
d'ora di salita un muro di neve ci sbarra la strada. Sta nevicando e fa un
freddo terribile: Si inverte la rotta e si ritorna sulla 1. Gloria trova sulla guida un posto da dormire a Stodvarfiordur: E' leggermente
fuori mano ma è l'unico posto per pernottare nelle vicinanze. L'alloggio è una
chiesetta sconsacrata chiamata Kikjubaer adattata ad ostello con un'unica
stanza, ma è molto accogliente e decisamente originale. Si cena e Paolo, io, Ale,
Gael e Salvatore decidiamo di scendere in paese per vedere se c'è "vita": è il
deserto totale, il pub è chiuso e sotto una debole nevicata ce ne torniamo a
dormire.
1 Aprile Stodvarfiordur - Akureyrj Km 453 Si punta ad Akureyrj. Commettiamo lo sbaglio di proseguire sulla strada dei
fiordi (invece che ritornare indietro sulla 1) e dopo Faskruosfiordur la
troviamo praticamente chiusa, non pulita dalla neve. Cerchiamo di
proseguire fino che si può seguendo delle "rotaie", dei solchi nel manto nevoso,
ma presto finiscono e ci troviamo con le pance dei fuoristrada che
galleggiano sulla neve senza poter far presa con le gomme chiodate. Si torna
così indietro, serpeggia un fisiologico nervosismo visto che abbiamo perso due
ore, la strada è lunga e non sappiamo le condizioni. Riprendiamo la 1 che punta diretta verso un colle di più di 500 metri, e appena
passato il colle ci "inneviamo" nuovamente. La corda si rivelerà molto utile
come in altre occasioni! Arriviamo ad Egilstadirr fra neve e sole. Mangiamo alla
stazione di servizio e io ed Ale andiamo a chiedere le condizioni della strada
per Akureyrj: Il gestore, molto gentile, ci porta a vedere sul PC la
percorribilità strade: Sembra fattibile e quindi si riparte. La strada è buona e
il tempo alterna il nevischio al sole: Arriviamo nella regione del lago Myvatn e
ci fermiamo a vedere il campo geotermico con le fumarole. La puzza di zolfo è
impressionante e il freddo terribile (-10° con un vento spaventoso): Si punta
poi su Akureyri dove scopriamo con sconcerto che l'Ostello è pieno:
Fortunatamente Gael si ricorda di dove ha dormito anni fa: è una Guest House nel
centro della città, con camerette carine ed una cucina accogliente, si chiama
Gistiheimili Akureyrar. Decidiamo di fermarci due notti: Dopo cena andiamo a bere qualcosa al Kaffi
Akureyrj e a vedere il Run Tour. Alessandro, viene subito addocchiato dalle
ragazze del luogo! Andiamo a dormire alle 00,30
2 Aprile Akureyrj - Lago Myvatn - Akureyrj Km 216 Partiamo con tutta calma per vedere le Casacate di Godafoss. Praticamente è una
tappa di trasferimento. Molto belle ma, purtroppo (o per fortuna), oggi nevica e
non rendono come le altre viste in precedenza. Paolo per fotografarle più da
vicino, riesce a finire con un piede a bagno nell'acqua gelida, ma per fortuna
Massimo ha un paio di calzettoni in più e il problema è risolto. Mangiamo il
solito hamburger al Hotel Sel che è a Skutustardhir. Decidiamo poi di andare a
vedere le grotte di Grjotagja, grotte con all'interno un laghetto di acqua
calda: Dopo dieci minuti di strada, questa volta si "inneva" Ale. Lo si "stappa"
con la solita corda, e vista l'impossibilità di proseguire, si parcheggia e si
continua a piedi. Camminiamo circa 20 minuti in un campo geotermico e facciamo fatica, a causa
della neve, a trovare la grotta; alla fine, però, riusciamo anche a entrare
all'interno. Riprese le auto ci rechiamo anche ai bagni termali di Storagja. Rientriamo in serata ad Akureyrj dove ripuliti a dovere andiamo prima
all'internet point Pitturyn a salutare gli amici del Forum e poi a cena dal
Ristorante Bautin dove se si prende il piatto del giorno si ha diritto anche
alla soupe e al buffet. Alla fine mangiamo la zuppa di funghi con i crostini e
un sacco di "cosine strane" al buffet e poi si sceglie fra agnello, pescegatto,
merluzzo, il tutto in portate alquanto elaborate con verdure e salsine. Beviamo
birra e alla fine spendiamo circa 30€ a testa. Andiamo a berci una grappa nella
cucina e poi a nanna.
3 Aprile Akureyrj - Reykir Km 338 Lo scopo principale della giornata di oggi è quello di vedere la colonia di
foche; infatti fino ad Hinsvik è praticamente una tappa di trasferimento. Non
riusciamo a trovare il luogo, ma stranamente troviamo una persona seduta in una
macchina ad un' incrocio. Si decide di chiedere informazioni ma non sapendo come
si dice foca in inglese, Alessandro formula la domanda esibendo la mia fochina
di pelouches. Una risata generale e l'indicazione giusta ci porta finalmente a
vedere le foche in carne ed ossa. Ci muoviamo pianissimo senza fare rumore,
subito sembrano allarmate e qualcuna scappa in acqua, poi pian piano si
tranquillizzano e a anche quelle in acqua incuriosite ritorno sugli scogli. Sono
stupende, ed è una forte emozione poterle ammirare. Dopo parecchie foto e
"riprese" a malincuore ci allontaniamo alla volta di Reykir dove c'è l'ostello
chiamato Saeberg. Come spesso accade la casetta è tutta nostra e anche lì ci fermeremo due giorni
per poter esplorare anche i fiordi occidentali. Quindi a letto presto perchè il
mattino dopo sarà una levataccia.
4 Aprile Reykir - Reykianes - Reykir Km 491 Partiamo alle otto e cominciamo con pazienza a risalire i fiordi occidentali: Ci
fermiamo ad Holmavik a fare la spesa visto che è l'ultimo paese un po' più
grosso. Visto che sono solo le dieci del mattino decidiamo di mangiare a Reykianes dove
sulla cartina è segnato un distributore di benzina ,infatti, in tutti questi
giorni la stazione di servizio era il sinonimo di cibo. Quando arriviamo lì è la
desolazione più totale. Il distributore è solo una pompa di benzina e non c'è
anima viva! Ale non si perde d'animo e si intrufola in una grossa costruzione
che si rivelerà l'albergo ristorante del vicino bagno termale: il proprietario
ci chiede mezzora per preparare un piatto tipico. Gironzoliamo quindi,sulla
spiaggia dove troviamo del corallo che cresce nel fiordo per via delle
"infiltrazioni" dell'acqua delle pozze calde circostanti. Il piatto tipico consistente in polpette di carne ovina e varie verdure il tutto
condito con salsina e marmellata di un non ben definito ortaggio: si arriva
anche a supporre che si tratti di marmellata d'alghe. Qualunque cosa sia si
rivelerà alla fine indigeribile! Risaliamo il fiordo opposto fino ad Amgeroareyri, poi la strada è sbarrata dalla
neve. Torniamo indietro, delirando nella digestione e ci fermiamo a bere
Coca-Cola per "disgorgarci" alla solita stazione di servizio di Holmavik. Si
torna all'ostello e nella notte Gael ci sveglia perchè in cielo è comparsa una
splendida Aurora Boreale, vaghiamo da una finestra all'altra fino che l'alba la
fa sparire.
5 Aprile Reykir - Njarovik Km 353 Ultimo giorno, siamo decisamente un po' tristi. Ci fermiamo a risalire il cono
del vulcano Grabok e puntiamo poi a Husafell per vedere le cascate di Hraunfoss
e Barnafoss (freddo terribile). Andiamo poi a Borganes e nella regione del Myrar per vedere gli esiti della
eruzione che c'è stata nei giorni scorsi. Riusciamo a trovare il luogo e nel
frattempo si scatena un rovescio di neve pazzesco. A questo punto abbiamo visto
davvero tutto! Soddisfatti mangiamo a Borganes e alle 14 circa siamo a Reykjavik.
L'ostello è pieno, decidiamo di fare un giro per negozi e di andare a dormire
all'ostello di Njarovik più vicino all'aeroporto. Il posto è orribile, una specie di dormitorio. Decidiamo anche per questo di
andare a mangiare fuori. Andiamo quindi a Keflavik al Ristorante Kaffi Duss, un
bel locale in riva al mare dove mangiamo zuppa di asparagi, un enorme piatto di
pesce con gamberetti e verdure e per finire un delizioso dolce. In quattro
beviamo anche il Brennevinn la grappa locale. Il costo della cena è simile alla
volta scorsa.
6 Aprile Si rientra. Partenza in ritardo di mezzora sotto una bufera di neve. Purtroppo
arriviamo tardi a Londra e perdiamo il Bus. Quindi prendiamo un taxi ad un
prezzo allucinante ma riusciamo a giungere in tempo per l'aereo che ci riporterà
alle 18,40 ad Orio al Serio.
Paola Marchisio
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