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Meteorologia in montagna
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In montagna riguardo ai temporali è sempre meglio prevenire che curare. I fulmini costituiscono una notevole insidia per chi pratica
attività in montagna.
Rischi che derivano anche dall'intensità delle
precipitazioni, dal vento e dalla discesa improvvisa della
temperatura. Chi poi, malauguratamente, si trova in queste
condizioni mentre sta affrontando vie impegnative, che non
concedono veloci scappatoie, deve prestare molta attenzione
alle previsioni e ai segni del "tempo". Ho notato, anche
nell'ambito del CAI, molta impreparazione e
sufficienza nei riguardi delle previsioni meteo, nonostante
nei corsi sia contemplata l'educazione alla meteorologia.
Allora torniamo ai temporali....In meteorologia quando all'interno della nube per motivi che non è il caso di approfondire si manifesta attività elettrica, si parla di temporale.
E' molto importante saper riconoscere la tipologia di nubi
che può sviluppare un temporale: il cumulonembo. Tipiche
nubi a sviluppo verticale che raggiungono quote superiori
molto alte e, nella fase della maturazione, assumono la
classica forma ad "incudine". Manifestazioni
dell'instabilità dell'atmosfera per fortuna hanno vita molto
breve: in poche ore possiamo assistere allo sviluppo in
cielo, alla successiva maturazione e all'esaurimento della
cella temporalesca. L'insidia del fenomeno risiede proprio
nella rapidità perchè può mancare il tempo per mettersi al
riparo. Evitiamo i temporali! La sera prima di
un'escursione si dovrà porre molta attenzione alle
previsioni meteorologiche, osservando più bollettini e
preferendo quelli che si riferiscono al luogo
dell'escursione, esempio
meglio evitare (almeno di non essere più che esperti) le
previsioni fai-da-te. Molte volte bisogna saper leggere tra le
righe di un bollettino e interpretarlo. I temporali estivi,
che si sviluppano anche in periodi di tempo stabile, sono
difficili da prevedere con precisione ma, quando nei
bollettini leggiamo tempo instabile, siamo sicuri che il
meteorologo si riferisce alla presenza di "aria fredda" in
quota che porta allo sviluppo di nubi verticali. Non solo,
in genere i temporali si sviluppano nelle stesse zone, a
causa dell'orografia. Esiste poi una terza categoria di
temporali, oltre a quelli orografici e di calore: sono
quelli frontali. Avvengono in corrispondenza del
passaggio di un fronte, in genere freddo. Questi
temporali possono svilupparsi a qualsiasi ora del giorno e
della notte e anche nella stagione invernale. Dato che sono
legati al passaggio di un fronte, in genere sono meno
pericolosi perchè di più facile previsione. Specialmente nella stagione calda è buona norma cominciare
molto presto le escursioni in modo da evitare l'instabilità
tipica pomeridiana. E' molto importante durante l'escursione
fare attenzione ai segni premonitori di instabilità
atmosferica: nubi che già al mattino presto si sviluppano
verticalmente, potranno evolvere in cumulonembi
riconoscibili nella fase della maturazione per la forma ad
incudine. Anche la pressione atmosferica che cala, e
se la foschia persiste o aumenta. Seguire le nubi alte che indicano con la loro
direzione anche la direzione del temporale (se si avvicina a
noi). Il vento, un forte soffio freddo, preannuncia un
vicino rovescio temporalesco. Anche il rumore del tuono per
approssimazione può indicare la distanza del temporale e se
si sta avvicinando (1 km ogni 3 secondi circa). |
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