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1° giorno
Si parte, dove termina la strada sterrata,
prendendo il sentiero che sale sulla sinistra (palina) segn. N11. Dopo un primo tratto in falsopiano, il
sentiero inizia a salire con risvolte, mentre il Rifugio Remondino ci appare in alto. A quota 2050 c. il sentiero
si biforca: a destra per il colle di Mercantour e, a
sinistra, per il Rifugio Remondino. Seguendo quest'ultimo
il sentiero continua ad inerpicarsi sulla destra
orografica del vallone guadagnando rapidamente quota e,
dopo un traverso verso destra, risale la base dello
sperone roccioso dove sorge il rifugio. (1 h e
30'). 2° giorno
Si segue la traccia segnalata di rosso (ometti) che
si dirige a sinistra nell'avvallamento ingombro di
grossi massi. I segni continuano su questi massi, come
pure gli ometti, in direzione dell'evidente canalone dei
Detriti. Si entra nella conca del canalone dove la
traccia riappare più marcata, dove si uniscono i due
conoidi del Canalone di Nasta (a destra) e quello dei
Detriti. Ora il sentiero sale a risvolte fino a prendere
il franoso fondo del canalone e risalirlo tutto fino a
sbucare sull'omonimo Colle dei Detriti (3120 m. 2 h dal
rifugio.). Già qui sopra la vista è ottima! Solo verso
nord la mole dell'Argentera copre la visuale. Da qui si
vede bene anche la parete sudest segnata dalla cengia
che bisogna percorrere. Ora comincia la parte più
"impegnativa" dell'itinerario, facile ma da
percorrere con calma e tranquillità. Si segue la traccia che,
sul versante del Baus, traversa sotto il filo di cresta
per raggiungere l'attacco della cengia (II°). Arrivati
alla forcella dove ha origine la cengia (attenzione alla costante
esposizione!), la si segue, prima un tratto in lieve
discesa, e poi in costante salita, ben evidente e mai
difficile, a parte due passaggi dove la parete superiore
è "aggettante". Il primo passaggio è attrezzato con una
corda fissa che aiuta il passaggio in discesa (I°+) e il
secondo, non attrezzato, (a parte un chiodo con anello
per fare sicura), che impegna i più alti a manovre da "pantegana"
per passare. Dopo, la cengia continua facilmente,
salendo maggiormente, in direzione della vetta,
fino ad arrivare alla base dei due canali rocciosi che
scendono da essa. Si segue il canale a destra,
attrezzato anch'esso con una corda fissa ,con passaggi
di I°/II° non esposti, fino a sbucare sulla spalla dove,
con un brevissimo tratto a sinistra, si giunge in vetta.
( 3297 m. 1 h dal Colle, 3 h tot.).
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